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Tutto quello che c’è da sapere sulle pratiche amministrative per acquistare o vendere un veicolo

Riceviamo un'offerta per la sua auto un sabato mattina, ci accordiamo,…

Homme assis à un bureau consultant des documents administratifs pour la vente d'un véhicule
5 min di lettura

Riceviamo un’offerta per la nostra auto un sabato mattina, accettiamo, e lì il dubbio si insinua: quale documento fornire per primo, quale sito utilizzare, quanto tempo prima che l’acquirente venga multato al nostro posto?

Le pratiche amministrative per acquistare o vendere un veicolo usato si basano su una manciata di documenti e dichiarazioni online, ma l’ordine in cui vengono trattati cambia tutto. Un’assenza o un ritardo, e le contravvenzioni del nuovo conducente finiscono nella cassetta della posta del precedente proprietario.

Contravvenzioni fantasma: perché la dichiarazione di cessione ha la priorità

La maggior parte delle guide inizia con il controllo tecnico o il certificato di non gage. Sul campo, il problema più comune è diverso: verbali che continuano ad arrivare al venditore settimane dopo la transazione. La causa è quasi sempre la stessa, una dichiarazione di cessione registrata troppo tardi sul sito dell’ANTS.

Finché questa dichiarazione non è convalidata, l’amministrazione associa il veicolo al precedente titolare della carta di circolazione. Si può contestare ogni multa, ma la procedura richiede tempo e implica la produzione dell’esemplare del certificato di cessione. È meglio gestire questo passaggio il giorno stesso della vendita, idealmente nell’ora successiva alla firma.

La dichiarazione avviene esclusivamente online, sul portale dell’ANTS (Agenzia nazionale dei titoli sicuri). Si inserisce il numero di immatricolazione, la data e l’ora della cessione, poi i dati dell’acquirente. Viene generato un codice di cessione: è necessario trasmetterlo all’acquirente, che ne avrà bisogno per richiedere la sua nuova carta di circolazione. Chi vuole approfondire le pratiche amministrative su Nox Autos troverà un riepilogo utile di questa sequenza.

Donna che consegna un certificato di immatricolazione a un agente in una concessionaria durante una transazione ufficiale

Certificato di situazione amministrativa e controllo tecnico: due documenti da sincronizzare

Il certificato di situazione amministrativa (spesso chiamato certificato di non gage) e il controllo tecnico sono entrambi obbligatori, ma non hanno la stessa durata di validità. Il certificato di situazione amministrativa deve essere datato meno di quindici giorni il giorno della vendita. Il controllo tecnico, invece, deve avere meno di sei mesi per un veicolo di oltre quattro anni.

Se si prepara la vendita con largo anticipo, si rischia di dover rifare il certificato di non gage all’ultimo momento. Il trucco consiste nel richiedere questo documento per ultimo, una volta effettuato il controllo tecnico e trovato l’acquirente. È gratuito e disponibile in pochi minuti sul sito del Ministero dell’Interno tramite il servizio Histovec.

Ciò che il certificato di non gage non copre

A volte si crede che questo documento garantisca lo stato generale del veicolo. Non è così. Fornisce informazioni sulle opposizioni al trasferimento della carta di circolazione (pegno bancario, furto dichiarato, opposizione amministrativa), ma non sostituisce né l’esame meccanico né la verifica della storia chilometrica. L’acquirente ha tutto l’interesse a consultare il rapporto Histovec e a confrontare il chilometraggio dichiarato con quello del controllo tecnico.

Carta di circolazione barrata e certificato di cessione: i documenti da consegnare il giorno J

Il giorno della vendita, il venditore consegna all’acquirente un dossier completo. Ogni documento mancante blocca l’immatricolazione e mette entrambe le parti in una situazione scomoda.

  • La carta di circolazione originale, barrata in diagonale con la dicitura « Venduta il » seguita dalla data e dall’ora, poi firmata dal venditore. La carta non deve essere plastificata al punto da rendere impossibile la scrittura: in tal caso, si allega un’attestazione scritta a mano.
  • Il certificato di cessione (modulo Cerfa) compilato in due esemplari: uno per ciascuna parte. Contiene le informazioni del veicolo, del venditore e dell’acquirente, la data, l’ora esatta e il chilometraggio.
  • Il certificato di situazione amministrativa di meno di quindici giorni.
  • Il verbale del controllo tecnico in corso di validità (meno di sei mesi), salvo se il veicolo ha meno di quattro anni o se ne è esente (alcuni veicoli d’epoca, ad esempio).

L’acquirente ha poi un mese per richiedere la sua nuova carta di circolazione sul sito dell’ANTS. Trascorso questo termine, circola in modo irregolare.

Vendita a un professionista: cosa cambia concretamente

Quando si vende a un garage o a un intermediario, si pensa spesso che il professionista gestisca tutto. Il venditore mantiene però l’obbligo di dichiarare la cessione online. Senza questo passaggio, le eventuali infrazioni commesse con il veicolo tra la vendita e la re-immatricolazione rimangono a carico del precedente titolare. Si conserva anche una copia del certificato di cessione, che servirà come prova in caso di controversia.

Due persone che esaminano un certificato di cessione di un veicolo usato posato sul cofano di un'auto in un parcheggio

Dal lato dell’acquirente: richiesta di carta di circolazione e trappole comuni

L’acquirente recupera il codice di cessione trasmesso dal venditore, raccoglie i documenti ricevuti e avvia la sua richiesta di immatricolazione sul sito dell’ANTS. Avrà bisogno anche di un documento d’identità, di un giustificativo di residenza e, se del caso, di una patente di guida corrispondente alla categoria del veicolo.

La trappola più comune: aspettare troppo a lungo. Oltre un mese senza nuova carta di circolazione, il veicolo circola illegalmente. In caso di controllo, la multa è per l’acquirente, e l’assicurazione può presentare difficoltà se il certificato di immatricolazione non corrisponde al conducente.

L’altro punto di attrito riguarda l’importo della carta di circolazione. Varia a seconda della regione, della potenza fiscale e dei possibili malus. Si può simulare il costo sul sito dell’ANTS prima dell’acquisto, evitando così brutte sorprese alla fine della transazione.

I tempi di ricezione del certificato di immatricolazione definitivo variano: alcuni acquirenti lo ricevono in pochi giorni, altri aspettano diverse settimane. Un certificato provvisorio di immatricolazione (CPI) viene rilasciato dopo la richiesta online e autorizza la circolazione per un mese.

La transazione automobilistica tra privati si articola infine in quattro fasi: controllo tecnico valido, certificato di non gage recente, firma del certificato di cessione, poi dichiarazione immediata sull’ANTS. Gestire questi passaggi nell’ordine e senza ritardi protegge sia il venditore che l’acquirente da controversie amministrative che, peraltro, non mancano mai di presentarsi nel momento peggiore.

Tutto quello che c’è da sapere sulle pratiche amministrative per acquistare o vendere un veicolo